I ponti di Firenze: storia e dove vederli
Firenze ha nove ponti sul tratto urbano dell’Arno. Ognuno ha una storia diversa, un carattere diverso, una prospettiva diversa sulla città.
La maggior parte dei visitatori ne conosce uno solo. Conoscerli tutti cambia il modo di leggere Firenze.
I ponti di Firenze: la storia
I romani costruirono il primo ponte sull’Arno a Firenze intorno al I secolo a.C. Era in legno e pietra, posizionato circa dove si trova oggi Ponte Vecchio.
Nel Medioevo, i ponti erano strutture vitali ed economiche: non solo attraversamenti, ma luoghi di commercio, abitazione, attività produttive. Le case e le botteghe costruite sui ponti medievali erano normali.
Le piene dell’Arno hanno distrutto e ricostruito i ponti fiorentini più volte. L’alluvione del 1333 distrusse quasi tutti i ponti della città. L’alluvione del 4 novembre 1966, la più grave del XX secolo, non distrusse nessun ponte ma portò il fango a 4-6 metri in molte strade dell’Oltrarno.
L’unico ponte che ha attraversato quasi intatta la storia è Ponte Vecchio. Tutti gli altri sono stati ricostruiti almeno una volta, spesso più volte.
Ponte Vecchio e la sua unicità
Ponte Vecchio è l’unico ponte di Firenze che mantiene la struttura medievale con le botteghe costruite ai lati. Questa caratteristica era comune nel Medioevo: esisteva anche a Firenze su altri ponti, ma le ricostruzioni successive l’hanno eliminata.
Il ponte attuale fu costruito nel 1345 dall’architetto Neri di Fioravante dopo l’alluvione del 1333. Le tre arcate segmentate e le botteghe a sbalzo sulle arcate sono le caratteristiche costruttive più originali.
Nel 1593, come già ricordato, il Granduca Ferdinando I espulse i macellai e i conciatori per sostituirli con orafi e gioiellieri. La motivazione era il cattivo odore prodotto dalle attività dei primi: il Corridoio Vasariano, che passa sopra il ponte, era frequentato dalla famiglia Medici.
Il Corridoio Vasariano è una struttura straordinaria: un passaggio sopraelevato lungo 1 km che collega Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti attraversando Ponte Vecchio senza mescolarsi con il traffico sottostante. Fu progettato da Giorgio Vasari nel 1565 in soli 5 mesi.
Ponte Vecchio fu l’unico ponte fiorentino non fatto saltare dalle truppe tedesche in ritirata nel 1944. Secondo la tradizione, Hitler stesso avrebbe dato l’ordine di preservarlo. Il motivo reale rimane discusso dagli storici.
Gli altri ponti da conoscere
Ponte Santa Trinita (1569, progettato da Bartolomeo Ammannati su indicazione di Michelangelo) è considerato il più bello dei ponti rinascimentali. Le tre arcate ellittiche sono la sua caratteristica costruttiva principale. Fatto saltare nel 1944, fu ricostruito tra il 1955 e il 1957 recuperando i pezzi originali dal fondo dell’Arno.
Ponte alla Carraia è il secondo ponte storico per importanza. La versione attuale risale al 1948, dopo la distruzione della Seconda Guerra Mondiale. Il nome deriva dai carri che lo attraversavano per trasportare materiali.
Ponte alle Grazie è il ponte più lungo del centro storico, con sei arcate. È il successore del Ponte Rubaconte medievale (1237). Fatto saltare nel 1944, fu ricostruito nel 1957.
Ponte San Niccolò è più a est, in zona Lungarno Serristori. È un ponte metallico costruito nel 1949 per sostituire quello distrutto. Non ha la bellezza storica dei precedenti, ma la posizione offre una vista interessante sul colle di San Miniato.
Ponte alla Vittoria e Ponte Amerigo Vespucci sono i ponti più occidentali, meno storici ma necessari per capire la struttura urbana del quartiere.
Le leggende sui ponti
La leggenda più nota riguarda la costruzione di Ponte Santa Trinita. Si racconta che Cosimo I de’ Medici avesse convocato Michelangelo per progettarlo. Il grande scultore avrebbe indicato una forma vagamente, su un pezzo di carta. Quella forma sarebbe diventata il progetto.
Questa storia non è verificata storicamente, ma la somiglianza tra le arcate del ponte e alcune curve presenti nelle sculture di Michelangelo ha alimentato il dibattito.
Un’altra leggenda riguarda Ponte Vecchio: si dice che le famiglie di orafi abbiano pagato per preservare il ponte durante la guerra con l’influenza e i contatti con le autorità tedesche. Anche questa storia non è documentata.
Come vederli nella luce migliore
La luce migliore per fotografare i ponti di Firenze è quella dell’ora d’oro: i 30-60 minuti dopo l’alba e i 30-60 minuti prima del tramonto.
D’estate, il tramonto sull’Arno intorno alle 20:30-21 illumina Ponte Vecchio da ovest con una luce arancione. Il punto di osservazione migliore è il Lungarno Corsini o Lungarno Soderini, a ovest del ponte.
La vista dall’alto, dal Piazzale Michelangelo o dal forte di Belvedere, mostra i ponti in successione. Da qui, con una buona fotocamera, si vede la sequenza da Ponte alla Vittoria a Ponte alle Grazie.
La mattina presto, alle 7-8, i lungarni sono quasi deserti. Il riflesso dei ponti nell’acqua, quando il vento è calmo, è una delle immagini più pulite che Firenze offre.
Dove dormire
I ponti di Firenze si attraversano a piedi, si osservano dai lungarni, si guardano dall’alto. Dormire nell’Oltrarno significa avere il fiume vicino, con l’Arno accessibile in pochi minuti.
De’ Medici è nel quartiere che guarda l’Arno da un lato e il cuore dell’Oltrarno dall’altro. Ogni giorno puoi scegliere se andare verso il fiume o verso le botteghe.