Vicolo stretto dell'Oltrarno di Firenze di notte con lampione e palazzi alti

Leggende e storie dell'Oltrarno di Firenze

Le leggende dell’Oltrarno

Ogni quartiere antico ha le sue storie. L’Oltrarno ne ha più degli altri, forse perché è più vecchio, forse perché ci sono vissute famiglie potenti con storie violente.

Alcune di queste storie sono documentate. Altre sono leggende urbane che si tramandano da secoli. Altre ancora sono state inventate per i turisti.

Questa guida distingue tra le tre categorie. Non perché le leggende siano meno interessanti dei fatti, ma perché sapere che una storia è inventata cambia il modo in cui la si ascolta.

Il fantasma di Palazzo Pitti

La leggenda più nota dell’Oltrarno racconta del fantasma di Bianca Cappello, amante e poi moglie di Francesco I de’ Medici. Bianca morì nel 1587 a Villa Medicea di Poggio a Caiano, pochi giorni dopo il marito. La versione popolare dice che fu avvelenata dal cognato Ferdinando.

Il fantasma sarebbe stato avvistato in una delle sale di Palazzo Pitti, in particolare nella Sala di Venere. Il racconto circolava già nel Settecento, quando i Lorena abitavano il palazzo.

Il problema storico: non ci sono prove che Bianca sia mai stata avvelenata. L’autopsia del tempo, per quel che valeva, indicava malaria o tifo. Il racconto del veleno è una narrativa costruita dai contemporanei che non amavano Bianca.

C’è un dettaglio reale alla base della leggenda. Francesco I e Bianca morirono a undici giorni di distanza, il che è insolito. Questo ha alimentato le teorie del complotto per secoli.

Le storie dei vicoli

Via dei Bardi ha una storia documentata di violenza. Nel Trecento era il confine tra due fazioni rivali. Le case in fondo alla via avevano finestre chiuse di notte con pesanti inferriate ancora visibili.

La storia del “muricciolo maledetto” in via dell’Orto (non verificata) racconta di un muro su cui era scritto il nome di un usuraio del Quattrocento. Chiunque dormisse contro quel muro si svegliava con dolori alle ossa. La storia è quasi certamente inventata, ma il muro esiste.

Via dei Coverelli è chiamata da alcuni “la via delle partenze”. La leggenda vuole che chiunque l’attraversi mentre qualcuno sta partendo da Firenze, si ritrovi a partire anche lui entro un anno. Non c’è base storica documentata. Probabilmente nasce dall’osservazione che questa via porta verso la porta del quartiere, dove un tempo si imboccavano le strade per il resto d’Italia.

Il Ponte Vecchio ha una storia vera dietro una leggenda. Si dice che il termine “bancarotta” derivi dai banchieri fiorentini che avevano i loro banchi sul ponte: quando fallivano, gli esattori del Comune spaccavano fisicamente il banco di legno. “Banco rotto” divenne “bancarotta”. L’etimologia è plausibile, anche se non universalmente accettata dai linguisti.

I segreti delle chiese

Santo Spirito ha un segreto architettonico poco noto. Brunelleschi aveva progettato che le cappelle semicircolari fossero visibili anche dall’esterno, come protuberanze sul perimetro della basilica. I frati che supervisionarono la costruzione dopo la morte di Brunelleschi le chiusero con un muro continuo. L’interno è quello di Brunelleschi, l’esterno è quello dei frati.

La chiesa di San Felice in Piazza, in via Romana, conserva una tomba con una storia insolita. Si tratta della tomba di un membro della famiglia Tolomei, mercante medievale. Secondo una storia locale, il mercante fece costruire la tomba durante la sua vita, la visitò ogni anno, e morì proprio durante una di queste visite, dentro la cappella, nel 1342. La storia è probabilmente elaborata nel corso dei secoli, ma c’è una tomba reale.

Santa Felicita aveva un ingresso segreto dall’alto. Il Corridoio Vasariano passava sopra la chiesa. I Medici potevano assistere alla messa da una finestra nel corridoio senza entrare nella chiesa e mescolarsi alla gente. La finestra esiste ancora.

Storie vere e storie inventate del quartiere

Il modo migliore per distinguere le storie vere da quelle inventate è cercare dati verificabili. Date, nomi, luoghi specifici.

Una storia con “nel Medioevo” senza una data precisa è sospetta. Una storia con “nel 1492, durante la morte di Lorenzo” è più verificabile.

Le leggende più resistenti nel tempo hanno quasi sempre un nucleo reale. Il fantasma di Bianca Cappello nasce da una morte reale e sospetta. Il muricciolo di via dell’Orto nasce forse da un episodio reale di usura. Le storie crescono attorno a qualcosa che è successo davvero.

Un dettaglio storico verificabile dell’Oltrarno che sembra leggenda: nel 1333 una piena dell’Arno distrusse tutti i ponti di Firenze tranne uno (il Rubaconte, oggi Ponte alle Grazie). L’acqua raggiunse i quattro metri nel centro della città. Questo è documentato in fonti dell’epoca, inclusa la Nuova Cronica di Giovanni Villani.

Un altro: nel 1557 Cosimo I ordinò la demolizione di parte del quartiere Oltrarno per allargare le strade verso Palazzo Pitti. Alcune famiglie furono espropriate. I palazzi demoliti erano abitati da almeno due secoli.

Dove dormire

Le storie dell’Oltrarno si ascoltano camminando nei suoi vicoli. Non c’è guida migliore del quartiere stesso.

De’ Medici è nel cuore dell’Oltrarno. Di sera, quando le strade si svuotano, il quartiere ha ancora quell’atmosfera che alimenta le leggende.