Cortile rinascimentale di un palazzo storico dell'Oltrarno con colonne e loggiato

Cortili segreti dei palazzi dell'Oltrarno

I cortili segreti dell’Oltrarno

Dietro i portoni dei palazzi storici di Firenze c’è un mondo che pochi visitatori vedono. Cortili con pozzi in pietra, loggiati con colonne, giardini pensili, scale esterne in pietra serena.

Questi spazi non sono musei. Sono spazi semiprivati che fanno parte di edifici ancora abitati o usati come uffici. Ma molti di loro sono accessibili, almeno in parte, se sai quando andare e come comportarsi.

L’Oltrarno è il quartiere migliore per questa esplorazione. I palazzi qui sono del Cinque e Seicento, costruiti da famiglie nobili fiorentine che non badavano a spese per i cortili interni.

Il criterio per un cortile interessante è semplice: cerchi un portone grande, in pietra serena, con stemmi araldici scolpiti sull’arco. Dietro ci sono quasi sempre le colonne.

Come entrare nei cortili dei palazzi

La regola generale è che i portoni sono aperti durante le ore lavorative. Dalle 8:00 alle 19:00 circa, dal lunedì al sabato. Fuori da questi orari i portoni sono chiusi.

Non devi chiedere permesso per guardare in un cortile. Se il portone è aperto, puoi affacciarti e guardare dall’ingresso. Puoi anche entrare se il cortile è accessibile e non c’è un cartello che vieta l’accesso.

Non devi fingere di abitarci o di avere un appuntamento. Stai guardando l’architettura. È quello che fanno molti fiorentini. Se il portiere ti guarda, un cenno di saluto e uno sguardo verso l’alto è sufficiente.

Non scattare foto con il flash. Non alzare la voce. Non portare gruppi grandi. I cortili sono spazi di passaggio per chi ci abita e ci lavora.

I cortili più belli del quartiere

Palazzo Guicciardini, in via Guicciardini 15, ha un cortile del Cinquecento con un loggiato a due ordini. La famiglia Guicciardini, quella dello storico Francesco Guicciardini, abita ancora parte dell’edificio. Il portone è spesso aperto durante il giorno.

Palazzo Rinuccini, in via Maggio 21, ha un cortile con un pozzo centrale e colonne in pietra serena. Via Maggio è l’asse storico dell’Oltrarno: quasi tutti i palazzi che si affacciano su questa via hanno cortili interessanti.

Palazzo di Bianca Cappello, in via Maggio 26, è forse il più famoso dell’Oltrarno. La facciata è decorata con graffiti a finto bugnato del Cinquecento, unica nel quartiere. Il cortile interno ha un giardino pensile, raramente visibile.

Palazzo Pitti, tecnicamente, ha un cortile che è quasi una piazza. Ma Palazzo Pitti è un museo, quindi il discorso è diverso.

Per i cortili meno noti, esplora via de’ Coverelli, via dello Sprone, e le traverse di via Maggio. In queste strade ci sono una decina di portoni che ne vale la pena.

Quando i portoni sono aperti

Il momento migliore per esplorare i cortili è la mattina tra le 9:00 e le 12:00. I portoni sono aperti, c’è poca gente, e la luce entra bene nei cortili.

Il pomeriggio tra le 15:00 e le 18:00 è la seconda finestra utile. Alcuni portoni che erano chiusi a pranzo riaprono nel pomeriggio.

Il sabato mattina funziona bene quanto i giorni feriali. Il sabato pomeriggio e la domenica, molti portoni sono chiusi.

In occasione delle Giornate FAI (Fondo Ambiente Italiano), di solito in marzo, alcuni palazzi normalmente chiusi aprono le porte al pubblico. Include cortili, saloni, e a volte anche i piani abitativi. Vale la pena monitorare il sito del FAI se il tuo viaggio coincide.

Storie dei palazzi e dei loro cortili

Palazzo Capponi, in via de’ Bardi 36, fu costruito dalla famiglia Capponi nel Quattrocento. È uno dei palazzi più grandi dell’Oltrarno. La famiglia Capponi era tra le più potenti di Firenze: produssero governatori, cardinali, e un Gonfaloniere di Giustizia famoso per aver sfidato Carlo VIII di Francia.

Palazzo Torrigiani, sempre in via de’ Bardi, ha il giardino più grande dell’Oltrarno. Non si vede dalla strada, ma occupa un’intera isolato. I Torrigiani erano una famiglia di mercanti che aveva accumulato una fortuna nel commercio della lana.

Via dei Bardi stessa prende il nome dalla famiglia Bardi, che nel Trecento era la famiglia bancaria più potente d’Europa. I Bardi finanziarono le guerre di Edoardo III d’Inghilterra. Quando il re non pagò, la famiglia fallì. I palazzi restarono.

Palazzo di Cosimo I de’ Medici, in via Maggio 7, era una delle residenze cosimiane nel quartiere. Il collegamento tra Palazzo Vecchio, il Corridoio Vasariano, e Palazzo Pitti attraversava fisicamente questa parte del quartiere.

Dove dormire

L’Oltrarno è pieno di palazzi storici con cortili da scoprire. Per farlo bene, serve tempo e voglia di camminare.

De’ Medici si trova nell’Oltrarno. Da qui puoi dedicare ogni mattina a esplorare un tratto diverso del quartiere, tornare per il pranzo, e uscire di nuovo il pomeriggio.