Boccaccio e Firenze: letteratura e storia
Boccaccio e la Firenze medievale
Giovanni Boccaccio nacque probabilmente a Certaldo nel 1313. La sua origine è discussa: alcune fonti indicano Parigi, dove il padre era in viaggio d’affari. Ma Certaldo era la famiglia della madre, e Boccaccio la sentiva come la sua città.
Visse a Firenze per lunghi periodi della sua vita, con intervalli a Napoli dove completò la sua formazione letteraria. Morì a Certaldo nel 1375.
A Firenze era amico di Petrarca, conoscente di Dante (morto quando Boccaccio aveva otto anni), e biografo postumo dello stesso. Fu lui a diffondere le copie della Divina Commedia e a organizzare letture pubbliche dell’opera.
Senza Boccaccio, Dante sarebbe stato molto meno conosciuto nel Trecento.
Il Decameron e la città
Il Decameron fu scritto tra il 1349 e il 1353, subito dopo la Peste Nera che nel 1348 uccise tra il 40 e il 60% della popolazione di Firenze.
Il libro inizia con una descrizione realistica della peste a Firenze. Boccaccio descrive i cadaveri nelle strade, le famiglie che abbandonano i malati, il crollo dell’ordine sociale. È uno dei documenti letterari più diretti di un evento storico che disponiamo.
L’invenzione narrativa del Decameron è questa: un gruppo di dieci giovani (sette donne e tre uomini) lascia Firenze durante la peste e si rifugia in una villa sulle colline. Per dieci giorni raccontano novelle, cento in totale.
La villa del Decameron non è identificata con certezza. Alcuni studiosi pensano al territorio tra Fiesole e Settignano, a nord di Firenze. Altri pensano alle colline di Certaldo.
Le novelle sono ambientate in tutta l’Italia e nel Mediterraneo. Ma alcune hanno ambientazioni fiorentine riconoscibili. La novella di Calandrino (VIII, 3) si svolge nel territorio fiorentino vicino al Mugnone. La novella di Nastagio degli Onesti (V, 8) è ambientata a Ravenna ma il contesto culturale è fiorentino.
I luoghi boccacciani in città
Il luogo più direttamente boccacciano a Firenze è la chiesa di Santa Maria Novella. Il Decameron inizia qui: i dieci giovani si incontrano nella chiesa durante la messa e decidono di partire.
La chiesa è visitabile a pagamento (biglietto 7,50 euro). L’interno ha affreschi di Ghirlandaio, Masaccio, Filippino Lippi, e la Trinità di Masaccio considerata il primo esempio di prospettiva lineare nella pittura italiana.
Il quartiere di Santa Croce, dove Boccaccio visse quando era a Firenze, è a 15 minuti a piedi dall’Oltrarno. La logica del quartiere medievale è ancora riconoscibile nelle strade strette attorno alla piazza.
Non c’è una “casa di Boccaccio” a Firenze equivalente alla Casa di Dante. Ci sono alcune indicazioni di luoghi dove probabilmente abitò, ma nessuna è documentata con precisione.
La Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, sul Lungarno della Zecca Vecchia (est del centro), conserva manoscritti e copie del Decameron tra i più antichi. Non sono esposte normalmente, ma la biblioteca organizza mostre temporanee sui suoi fondi storici.
Certaldo: la città natale
Certaldo è a 35 chilometri da Firenze. Con il treno da Santa Maria Novella si arriva in 35-40 minuti (linea per Siena, cambio a Empoli). Con la macchina sono circa 30 minuti in autostrada.
Il paese è diviso in due parti: Certaldo Basso (il paese moderno nella pianura) e Certaldo Alto (il borgo medievale sulla collina). Boccaccio è sepolto in Certaldo Alto.
La Casa di Boccaccio in Certaldo Alto è un museo. La casa originale fu distrutta dai bombardamenti del 1944. Quella attuale è una ricostruzione del Dopoguerra. Il museo all’interno (biglietto 5 euro) ha manoscritti, edizioni storiche del Decameron, e una ricostruzione dell’ambiente medievale.
Il borgo di Certaldo Alto è medievale e ben conservato. Vale la visita indipendentemente dal tema boccacciano. Le case in mattoni rossi, la torre del Palazzo Pretorio, le strade strette danno un’idea molto concreta di come fosse un borgo toscano nel Trecento.
La tomba di Boccaccio è nella chiesa dei Santi Michele e Jacopo, nella piazza principale di Certaldo Alto. La lapide è moderna, ma il luogo è quello originale.
Come collegare la letteratura alla storia
Il Decameron non è solo un testo letterario. È un documento storico sulla società fiorentina del Trecento. Le professioni, i rapporti tra classi, le dinamiche commerciali, i costumi: tutto quello che gli storici ricavano dagli archivi, Boccaccio lo mostra in forma narrativa.
Un esercizio concreto: leggi prima una novella del Decameron ambientata a Firenze o in Toscana. Poi vai a visitare il luogo corrispondente. La novella ti dà un contesto che nessuna didascalia museale può darti.
La novella VI, 9, racconta di Guido Cavalcanti, il poeta amico di Dante, che risponde in modo ironico e sprezzante a un gruppo di giovani nobili che lo deridono. Si svolge tra i sepolcri davanti alla chiesa di Santa Reparata (oggi il Duomo). È un episodio brevissimo (meno di una pagina) che dice molto sul carattere della cultura fiorentina medievale.
Il Decameron è disponibile in edizioni economiche (Garzanti o Mondadori) con note di commento. Non è difficile da leggere, una volta superata la lingua trecentesca.
Dove dormire
Certaldo è una gita di mezza giornata da Firenze. L’Oltrarno è il punto di partenza naturale, vicino alla stazione.
De’ Medici è nell’Oltrarno, a dieci minuti a piedi dalla stazione di Santa Maria Novella. Da qui puoi prendere il treno per Certaldo e tornare per cena.